Il 30 settembre, nella cornice dei Chiostri di San Pietro a Reggio Emilia, si è tenuta la III Commissione Consiliare focalizzata su un tema delicato e fondamentale: la salute mentale.
È stato un momento di confronto istituzionale prezioso per ribadire un principio fondamentale per noi di Sentiero Facile: la salute mentale non è un tema isolato, ma riguarda l’intera comunità.
Ad aprire la seduta è stato il Sindaco Massari, che ha messo al centro del suo intervento tre parole chiave: comunità, aiuto reciproco e dignità della persona. Il Sindaco ha ricordato come il benessere psichico non sia una responsabilità del singolo, ma una sfida che coinvolge l’intera cittadinanza.
È poi intervenuto il Prof. Gian Maria Galeazzi (Direttore del Dipartimento ad attività integrata Salute Mentale e Dipendenze Patologiche e ordinario di psichiatria Unimore). Il suo intervento ha affrontato con grande chiarezza un tema spesso distorto dai media: i servizi di salute mentale possono prevedere e prevenire gli atti violenti?
La risposta si articola su tre punti cardine:
Prevedere il singolo atto non è possibile: Né la psichiatria né gli strumenti scientifici attuali possono prevedere con certezza un singolo comportamento violento.
La violenza non è un problema dei “pazienti psichiatrici”: Associare diagnosi e violenza è un errore che alimenta la diffidenza e lo stigma. La maggior parte delle persone con un disturbo psichico è semmai vittima di violenza, non carnefice. Inoltre, il vero elemento di rischio – sia per chi ha un disturbo psichico sia per chi non ce l’ha – è l’uso di alcol e sostanze.
Prevenirla si può, ma solo insieme: La prevenzione non nasce dall’isolamento, ma dal lavoro di rete sui determinanti sociali, sulle dipendenze, sulla continuità delle cure e sulla collaborazione tra servizi, scuole, Forze dell’Ordine e Terzo Settore, sempre nel rispetto dei diritti individuali.
L’etichetta diagnostica e la paura creano distanza sociale. Questo porta le persone a chiedere aiuto troppo tardi, generando isolamento e aumentandone i rischi. Abbattere lo stigma è il primo passo per curare e proteggere.
Tra gli interventi, la testimonianza di Tatiana Speroni, Esperta in Supporto tra Pari (ESP) e voce di Sentiero Facile.
Tatiana ha portato la propria esperienza diretta di persona che ha attraversato la malattia e che oggi collabora attivamente con i servizi di salute mentale. La sua presenza ha dimostrato nei fatti come il sapere esperienziale sia una risorsa concreta per affiancare chi si trova nel dolore e per costruire ponti tra cittadini e istituzioni.
La seduta ha dato spazio anche ad altri importanti servizi del territorio:
La Dott.ssa Gildoni (Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza) ha presentato le attività dedicate ai più giovani, evidenziando il ruolo cruciale di Open G (il consultorio per ragazzi) che, specialmente nel post-Covid, ha visto un forte incremento di accessi.
Il servizio per le Dipendenze Patologiche (SerDP) ha illustrato le modalità d’accesso e i percorsi di supporto integrato.
A chiudere l’incontro sono state le parole dell’Assessora alla Cura delle persone Annalisa Rabitti che ha evidenziato l’importanza della Settimana della Salute Mentale e della lotta allo stigma, seguita dal Sindaco Massari, che si è impegnato a promuovere nuovi incontri sul tema.
Momenti di confronto come questo dimostrano che, di fronte alla complessità della salute mentale, l’unica strada percorribile è continuare a parlarsi, informarsi e costruire reti solide tra istituzioni, servizi e cittadini.




