Non serve andare lontano per riempirsi gli occhi di bellezza e il cuore di buoni ricordi. Domenica scorsa, un gruppo di frequentatori del nostro punto d’ascolto “Un’ora per me” ha deciso di lasciare per qualche ora la routine quotidiana per immergersi nelle meraviglie di Parma.
La giornata è iniziata alla stazione di Reggio Emilia alle ore 14:44, nonostante il treno fosse affollato per via del rientro dei tanti turisti che hanno approfittato del ponte festivo, lo spirito del gruppo è rimasto alto.
Appena venti minuti di viaggio e siamo approdati nella città ducale, pronti a scoprirne i tesori con calma e curiosità.
La nostra passeggiata è partita ammirando il maestoso complesso della Pilotta (Palazzo Farnese), per poi dirigerci verso il cuore pulsante del centro storico:
La Basilica della Steccata: Qui abbiamo ammirato i celebri affreschi del Parmigianino. È stato un momento di grande suggestione, dove alcuni di noi hanno sostato per un momento di raccoglimento e preghiera.
Piazza Duomo: Anche se le celebrazioni delle cresime non ci hanno permesso di entrare nella Cattedrale, ci siamo concessi il tempo di osservare dall’esterno l’armonia medievale della piazza e i dettagli del Battistero.
L’incanto del Correggio nella Camera di San Paolo
Il momento clou della visita è stato il complesso di San Paolo. Siamo entrati nella celebre “Camera”, la stanza dove nel ‘500 la badessa Giovanna Piacenza, donna colta e raffinata, ospitava intellettuali ed eruditi. Siamo rimasti incantati davanti agli affreschi del Correggio: uno stupendo pergolato di foglie e piccoli putti che simboleggiano il buon governo e le buone pratiche. È stato affascinante ammirare la badessa ritratta sul camino nelle vesti di Diana, vergine delle selve.
La gioia delle cose semplici
Dopo tanta arte, un po’ di stanchezza ha iniziato a farsi sentire, ma è stata l’occasione perfetta per una merenda in un bistrot del centro. Una volta rifocillati, siamo tornati con calma verso la stazione, contenti di aver condiviso un pomeriggio all’insegna della bellezza.
Siamo rientrati con il treno delle 17:58, stanchi ma con il cuore leggero. È stata una giornata semplice e preziosa: la dimostrazione che il “sentiero” è più facile quando lo si percorre insieme.




