Comunicare la salute mentale: insieme per superare le barriere del linguaggio e dello stigma

Il modo in cui raccontiamo il disagio psichico fa la differenza. Ogni parola scelta può giudicare ed emarginare, oppure ascoltare, accogliere e costruire ponti.

Venerdì 2 ottobre, presso la Sala “Annamaria Burani” dell’AUSL di Reggio Emilia (in Via Petrella), si è svolto l’incontro formativo “Comunicare la salute mentale: oltre lo stigma”, inserito nel ricco programma della 21ª Settimana della Salute Mentale. L’appuntamento è stato promosso dall’Ordine dei Giornalisti dell’Emilia-Romagna, dalla Fondazione Giornalisti e dall’Associazione Stampa Reggiana “Gino Bedeschi”.

La mattinata ha offerto un confronto profondo e multidisciplinare su come la salute mentale sia, prima di tutto, una responsabilità sociale e di comunità.

IL Dott. Gian Maria Galeazzi (Direttore del Dipartimento di Salute Mentale dell’AUSL di Reggio Emilia): Ha sottolineato la necessità di “investire nelle relazioni” ed evitare di legare la salute mentale unicamente ai fatti di cronaca. Associare in modo automatico malattia mentale e violenza costituisce un falso sillogismo che alimenta ingiustamente la paura: le persone con disturbo psichico sono infatti molto più spesso vittime che autrici di violenza.

A seguire il Dott. Luca Pingani (UNIMORE): Ha illustrato un’accurata panoramica di come la stampa e le diverse testate giornalistiche abbiano affrontato il tema della salute mentale nel corso della storia. Il Dott Pingani ha evidenziato come alcune testate abbiano progressivamente abbandonato termini sensazionalistici o stigmatizzanti a favore di un linguaggio più rispettoso, mentre in altri casi permangano ancora stereotipi rigidi e titoli allarmistici. L’analisi ha mostrato chiaramente quanto la scelta delle parole da parte dei media influenzi direttamente la percezione collettiva e i livelli di stigma nella società.

Nel corso dell’incontro si è parlato del Vademecum, la guida ufficiale che contiene le regole fondamentali per l’informazione del settore. Tra i principi chiave: mettere sempre la persona prima della diagnosi, evitare termini clinici usati come insulti o etichette e non associare arbitrariamente cronaca nera e psichiatria.

Federica Gazzotti (giornalista, direttrice Staff Comunicazione AUSL-IRCCS di Reggio Emilia) è intervenuta sul tema: “Quando a parlare è la cronaca: regole condivise e tutela dell’identità”.

Alessandra Ferretti (giornalista, coordinatrice comunicazione istituzionale e scientifica della Direzione Generale Cura delle Persone, Salute e Welfare della Regione Emilia-Romagna) ha illustrato “La strategia di comunicazione scientifica della Regione Emilia-Romagna”.

Un momento di forte impatto emotivo e formativo è stato portato da Milena e Tatiana, referenti ESP (Esperti in Supporto tra Pari) dell’associazione Sentiero Facile. Con le loro testimonianze dirette hanno mostrato ai giornalisti presenti l’effetto concreto che il linguaggio dei media ha sulla vita di chi affronta il disagio. Hanno ricordato che la sofferenza non è un destino definitivo, che la recovery è possibile e che la figura dell’ESP rappresenta una risorsa fondamentale nel percorso di ripresa e di speranza.

Per Sentiero Facile, occasioni di formazione come questa confermano l’importanza dell’alleanza tra università, servizi sanitari, mondo dell’informazione e Terzo Settore.

Rinnoviamo la nostra disponibilità a collaborare con i giornalisti e le testate locali per continuare a costruire una narrazione libera dai pregiudizi, in cui la voce e la dignità di ogni persona trovino sempre rispetto e ascolto.

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