C’è un fermento creativo speciale che attraversa le strade di Reggio Emilia, unendo arte cinematografica, impegno sociale e salute mentale. Abbiamo intervistato il regista Marco Foderaro, che insieme ai soci e ai volontari dell’associazione Sentiero Facile APS, sta portando avanti un’intensa stagione di produzioni audiovisive che spaziano dalla finzione al documentario d’inchiesta.
Tra Sperimentazione e Memoria: “Elektra” e “Follia“
L’anno è iniziato sotto il segno della sperimentazione con la partecipazione a Fotografia Europea 2025. Il progetto presentato, “Elektra”, è un video che esplora un contrasto potente: una chitarra elettrica costruita interamente con componenti di un vecchio apparecchio per l’elettroshock. Uno strumento di dolore che si trasforma in un generatore di musica e bellezza.
Parallelamente, continua il successo di “Follia”, cortometraggio ambientato negli anni ’60 all’interno del padiglione Lombroso. “È stato un lavoro corale che ha coinvolto attori e comparse da tutta Italia” spiega Foderaro.
Dopo l’anteprima alla Settimana della Salute Mentale lo scorso settembre, il corto è stato proiettato al Maki Pub di Bagnolo, al Catomes Tòt e al Circolo degli Orti.
Ma il viaggio di “Follia” non finisce qui: “Stiamo già lavorando al sequel, che racconterà l’evoluzione delle cure dagli anni ’70 a oggi. L’obiettivo finale è unire i due capitoli in un unico lungometraggio”.
“Dio è un albero”: il futuro visto dai ragazzi del Centro Aidà
Uno dei progetti più emozionanti è attualmente in fase di montaggio: un corto di genere post-apocalittico intitolato “Dio è un albero”.
La particolarità? È stato scritto e recitato interamente dai ragazzi minorenni del Centro Aidà. Alcune sequenze del film saranno composte da disegni realizzati dagli stessi giovani autori, creando un ibrido visivo tra realtà, animazione e immaginazione distopica.
Dentro i Centri di Salute Mentale: un documentario su Reggio Emilia
Sentiero Facile sta anche puntando l’obiettivo sulla realtà quotidiana della cura. Da un’idea di Stefania Carpena, atelierista dei laboratori di via Amendola che qui veste i panni di intervistatrice, è in fase di realizzazione un documentario sui Centri di Salute Mentale.
“Vogliamo far scoprire a tutta la città cosa accade realmente tra il San Lazzaro e via Petrella” racconta il regista. Attraverso interviste a psichiatri, operatori, studenti, passanti e atelieristi, il video racconterà il percorso che va dal ricovero alla vitalità dei laboratori artistici.
In viaggio per l’Italia (anche senza premi, per ora!)
Le produzioni di Sentiero Facile non restano chiuse nel cassetto: i corti sono stati inviati a numerosi festival in tutta Italia, da Torino alla provincia di Roma.
“Non abbiamo ancora vinto nulla” conclude Marco Foderaro con un sorriso, “ma la vittoria più grande sono le gite fatte insieme per presenziare ai festival. Passiamo bellissime ore in compagnia, ci divertiamo e portiamo il nostro messaggio fuori dai confini locali. L’importante, per noi, è il cammino che facciamo insieme.”

