Nel pomeriggio di Domenica 8 febbraio si è svolto presso l’aula Magna Manodori, un seminario dedicato al legame tra benessere psichico e territorio. Un’occasione per ricordare che nessuno può guarire in isolamento.
L’incontro, fissato dalle 16:00 alle 18:00, ha rappresentato un momento di riflessione profonda che ha coinvolto non solo gli addetti ai lavori, ma l’intera cittadinanza, in un dialogo aperto tra istituzioni, realtà pastorali e mondo accademico (grazie al patrocinio di Unimore).
Durante il seminario è intervenuto il dottor Vittorio Andreoli, portando molti spunti di riflessione. Lo psichiatra ha sottolineato l’importanza di una “ecologia della mente”, ricordando come l’ambiente sociale e la qualità delle relazioni umane siano determinanti per la salute del singolo, rafforzando così l’idea che il disagio psichico non sia solo una questione biologica ma anche comunitaria.
La salute mentale non è un fatto privato
Il tema centrale del seminario ribadisce un concetto caro a noi di Sentiero Facile: la salute mentale passa anche dalla presenza di una rete sociale solida.
Spesso la sofferenza psichica porta con sé l’ombra del pregiudizio e dell’isolamento.
Eventi come questo servono a scardinare l’idea che la cura sia delegata esclusivamente ai reparti ospedalieri.
La “cura”, avviene nelle piazze, nelle associazioni, nelle parrocchie e in ogni luogo in cui la comunità decide di farsi carico della fragilità altrui.
L’evento di Domenica si inserisce nel più ampio programma della Giornata Mondiale del Malato.
Vedere la nostra città muoversi congiuntamente su questi temi ci incoraggia.
Come associazione di promozione sociale, crediamo fermamente che la “comunità” sia il farmaco più potente contro l’esclusione.
Partecipare a questi dibattiti significa dare voce a chi spesso non ne ha e costruire, insieme, un sentiero più facile da percorrere per tutti.
“Non c’è salute senza salute mentale, e non c’è salute mentale senza una comunità che ti riconosca come persona.”




