HOP: la sfida della condivisione nella salute mentale

Il “coming out” come strumento di consapevolezza e cambiamento

Il 26 settembre 2025, presso l’Aula Galloni del Campus San Lazzaro di Reggio Emilia, si è svolto il convegno “HOP: la sfida della condivisione della salute mentale”, un evento dedicato a un tema centrale nel dibattito contemporaneo sulla salute mentale: il “coming out” come strumento contro lo stigma.

L’incontro, promosso nell’ambito della Settimana della Salute Mentale – FerMENTI e ispirato al lavoro dello psicologo Patrick W. Corrigan, ha offerto un’occasione di confronto internazionale sul metodo HOP – Honest, Open, Proud, un percorso di empowerment che aiuta le persone a decidere se, come e quando condividere la propria esperienza di salute mentale.

Raccontarsi può essere un gesto liberatorio, ma anche complesso: per questo il metodo HOP propone un approccio strutturato, basato sul rispetto, la libertà di scelta e il sostegno reciproco

Un dialogo internazionale sulla condivisione

A moderare la giornata è stata Madeline Oppenheim (Illinois Tech, USA), che ha guidato gli interventi di ricercatori e professionisti provenienti da diversi paesi, testimoniando la diffusione e la solidità del metodo HOP in contesti differenti.

Tra i relatori:

  • Amanda Maranzan (Lakehead University, Canada), che ha illustrato l’efficacia di HOP nel ridurre lo stigma;
  • Kristin Kosyluk (University of South Florida; STigma Action Research [STAR] Lab, USA), che ha condiviso esperienze sull’applicazione del metodo con studenti universitari, tra difficoltà e risultati promettenti;
  • Nicolas Rüsch (Università di Ulm, Germania), che ha presentato una ricerca condotta sul personale militare tedesco con un approccio Randomized Controlled Trial (RCT).

L’ampiezza degli interventi ha mostrato come la condivisione dell’esperienza personale possa essere declinata in diversi ambiti – educativo, lavorativo, comunitario – ma conservi sempre lo stesso potenziale: trasformare la vulnerabilità in forza e costruire legami autentici.

Le voci degli Esperti per Esperienza: la condivisione come scelta

Particolarmente significativi gli interventi delle ESP (Esperte per Esperienza) italiane Alessia Casoli e Milena Negri, che hanno portato due visioni complementari del “coming out”.

Alessia Casoli, con un passato nel mondo della salute mentale, ha raccontato come, nel suo caso, la scelta di non identificarsi pubblicamente attraverso un “coming out” sia stata un atto di libertà personale. Un gesto che rivendica il diritto di decidere se e come raccontarsi, per evitare che la condivisione diventi una nuova forma di etichettamento.

Di segno diverso, ma ugualmente potente, la testimonianza di Milena Negri, ESP attiva e membro di AIPESP (Associazione Italiana Esperti in Supporto tra Pari). Milena ha sottolineato quanto sia importante offrire la propria testimonianza diretta come strumento di cambiamento e sensibilizzazione:

Essere ESP è già una forma di coming out. Metterci la faccia è fondamentale – nelle scuole, nel lavoro, nella vita quotidiana – perché raccontarsi genera connessioni e speranza.”

Le loro voci hanno evidenziato come non esista una sola modalità di condivisione: ogni percorso è personale, ma ogni racconto – anche silenzioso – può contribuire a ridurre lo stigma e rafforzare la comunità.

Una tavola rotonda di storie e ascolto

Il momento più intenso della giornata è stato la tavola rotonda conclusiva, che ha riunito ESP e familiari in un confronto aperto e sentito.
Attraverso le loro storie, è emerso un messaggio forte: la condivisione consapevole, quando sostenuta e rispettata, è una forma di cura reciproca e di cambiamento culturale.

Il dibattito ha toccato anche il tema della formazione e del riconoscimento del ruolo degli ESP, sempre più fondamentale per costruire ponti tra operatori e utenti, e per diffondere una cultura della salute mentale basata sulla partecipazione e sull’empatia.

Costruire comunità aperte, passo dopo passo

Il convegno “HOP: la sfida della condivisione della salute mentale” ha rappresentato un passo significativo verso una visione più aperta, inclusiva e umana della salute mentale.
Per Sentiero Facile APS, che da anni promuove percorsi di sensibilizzazione e sostegno attraverso la partecipazione attiva e la narrazione, questo evento è un’ulteriore conferma dell’importanza di creare spazi in cui la parola, l’ascolto e l’esperienza possano incontrarsi senza giudizio.

Perché condividere significa anche questo: riconoscere il valore della propria storia e metterla a servizio del cambiamento collettivo.

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